12 Dicembre 2022

  • Moda

di Ilaria Frollani

Marketplace, il safe-place per designers e brand emergenti

Farsi strada in un’industria satura e competitiva come quella della moda sembra essere sempre più difficile per le nuove generazioni. Oggi più che mai la creatività ha bisogno di essere accolta, incoraggiata e supportata; ed è esattamente ciò che puntano a fare alcuni e-commerce, proponendosi come vetrine per designer e brand indipendenti. Negli ultimi anni sono nate sempre più community che hanno come obiettivo proprio quello di offrire un luogo - seppur non fisico - dove i new talent possano mettersi in gioco, entrare in contatto tra loro, dove siano liberi di sperimentare, imparare e crescere, facendosi allo stesso tempo conoscere dagli insider del settore e non solo. Un aspetto importante che accomuna queste realtà è la volontà nel voler educare la clientela ad un tipo di acquisto consapevole, lontano dal fast fashion e dalle norme consumistiche che spesso dominano nel retail della moda. Sono piattaforme in continua evoluzione specializzate nello scouting, supporto e vendita di brand e talenti emergenti, provenienti da ambienti creativi eterogenei. A questo proposito, abbiamo voluto conoscere la storia di alcune di queste realtà presenti nel panorama italiano.

studio_ventisei

- Studio Ventisei - Contrastare il sistema moda, troppo fast e poco conscious, è questo il loro mantra. Nato dalla volontà di fare della sostenibilità e del talento il filo conduttore nella scelta dei loro talent. Un progetto ambizioso che ha inizialmente preso vita come luogo fisico e successivamente tramite la piattaforma web, che è in continua espansione. Come nasce il vostro progetto?

Studio Ventisei nasce nel 2018, dalla volontà di creare uno spazio, per dare voce e sostenere i giovani designer emergenti. Il progetto si è, dapprima, sviluppato come luogo fisico – di incontro, dialogo, scambio e vendita – accogliendo eventi ed esposizioni, per poi evolvere in spazio virtuale. Da qui, il lancio nel 2019 della piattaforma web, con la conseguente espansione verso l’estero e l’evoluzione del nostro sistema. 

Fin dal giorno zero, la piattaforma opera e si muove fedele ad un’etica ed a desideri ben specifici: dare supporto reale e tangibile ai giovani talenti che si affacciano sul mercato, contrastare il sistema moda, troppo fast e poco conscious, consapevolizzando ed educando all’acquisto. Acquistare meno e con più coscienza, affezionarsi e rispettare i capi, chi li confeziona per noi, l’ambiente ed i suoi ritmi. Questo è ciò che cerchiamo di comunicare ed applicare quotidianamente.

 

studio_ventisei

Perché avete scelto di puntare su brand e designer indipendenti?

Il progetto è nato per questo, da questo desiderio. Consapevoli che all’epoca, principalmente ed in modo quasi esclusivo, all’estero già esistessero store online e fisici interessati ad includere designer emergenti, ci era chiaro come il supporto si limitasse solo alla fase finale – la vendita. La volontà era quella di lavorare con – ed al fianco – di designer e talenti, fin dalle prime fasi di sviluppo e produzione. Per chi è davvero all’inizio, lanciare un proprio progetto non è in alcun modo prassi. La nostra scelta fa leva su questo, metterci a disposizione, questa è la ragione per cui non siamo – e non vogliamo – definirci un “e-commerce”.

Come avviene lo scouting dei brand? Quali sono i criteri di selezione?

Lo scouting e la selezione sono forse per noi le fasi più complesse. Da una parte, la nostra, c’è la ricerca multicanale, dall’altra le application che riceviamo. La selezione è puntigliosa – considerato ciò che andiamo, sotto tutti i punti di vista, ad investire, per ciascun talent che si interfaccia a noi. Fin da sempre preferiamo la qualità alla quantità. Esiste un fil rouge preciso, in termini etici ed estetici, tra i progetti che curiamo – ed un iter, ponderato e custom, per ogni percorso. I criteri sono parte integrante del nostro manifesto: sostenibilità, qualità, consapevolezza, distintività. 

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Qual è stata la principale sfida quando avete deciso di lanciare Studio Ventisei?

Trasmettere fiducia. Nel 2018 eravamo qualcosa di nuovo, difficile da etichettare ed, in qualche modo, coraggioso. Gli emergenti non ci conoscevano, né c’era da parte loro l’esposizione che c’è ad oggi. Tutto questo avveniva prima della pandemia, prima del boom di progetti e talenti che, proprio grazie a quel momento di buio, hanno deciso di lanciarsi, esporsi, provarci. Attualmente è tutto più fluido. Per non parlare di come, in molti, grazie alla pandemia, abbiano scelto di rivedere i propri ritmi e la propria occupazione, scegliendo di lavorare su – e per – sé stessi. Ciò che offrivamo era visto come un qualcosa di poco ordinario, considerato che il rischio era, quasi interamente, a nostro carico. Lo vedevano come un qualcosa di surreale. Solo grazie al tempo ed all’esperienza, hanno iniziato a fidarsi ed affidarsi. Senza la loro fiducia Studio Ventisei non sarebbe qualcosa di tangibile. 

 

studio_ventisei

Quali sono i vostri obiettivi e sogni futuri?

Accrescere, indubbiamente, la nostra community e il nostro raggio d’azione. Poter supportare più talent, nel concreto, ogni giorno. Abbiamo tanti progetti in cantiere. La pandemia ha portato alla luce molto talento, ma al contempo ha limitato e rallentato il nostro sistema. Fortunatamente ciò non ha compromesso in modo fatale il progetto, permettendoci una ripresa ed una continuità, ma le ambizioni sono grandi e i desideri sono molti. Se osassimo svelarli, rischieremmo di non vederli realizzati mai!

Un elenco di artisti emergenti da tenere sott’occhio.

Sorge spontaneo rispondere: tutti i talents presenti sulla nostra piattaforma. Se sono con noi, è perché crediamo davvero in ciascuno di loro. Ogni singolo progetto o talent che decidiamo di seguire, per noi ha estremo potenziale, enorme valore. Per citarne alcuni, sicuramente Erica Fascendini, con noi dal 2020, le cui creazioni sono uniche, nel senso stretto del termine. È stata in grado di dare un nuovo valore al concetto di artisanal, creando capi di estremo pregio con scarti di tessuti e filati. Gala Colabianchi Moreno, nata e cresciuta tra Spagna e Italia, il cui lavoro analizza il ruolo performativo dell’abito e traspone, i codici delle sue origini e tradizioni, nei propri progetti – degna di nota la sua Ronda Bag. Angelo Pennella, che rivisita il crochet, nella tecnica e nel significato, dando vita a capi ed accessori dal taste contemporaneo, seppure affettuosamente legati al passato. Molti altri potrebbero seguire, altri ancora stanno per debuttare sulla piattaforma, quindi il nostro consiglio è di tenere sott’occhio studio-ventisei.com, per nuove interessanti scoperte. 

 

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- Magarchivio - Già amanti e studentesse di moda, Greta e Guenda, hanno subito capito l’importanza della sostenibilità all’interno del fashion system. Le due sorelle, infatti, vendono sul loro shop on-line pezzi unici e collezioni speciali realizzate da artisti e giovani studenti provenienti da tutto il mondo, accomunati dalla stessa visione di fare dell’utilizzo consapevole dei materiali il punto focale delle loro collezioni. Come nasce il vostro progetto?

Magarchivio ci è stato commissionato da un imprenditore pratese che aveva esigenza di smaltire il suo enorme stock di abbigliamento, integrando alla vendita diretta nel suo outlet, una vendita online. La quarantena e la conseguente situazione difficile, hanno costretto il nostro committente a fare dei passi indietro. Affezionate al progetto, consapevoli di aver intrapreso un percorso che ci teneva occupate e connesse pur essendo fisicamente lontane, abbiamo preso la decisione di appropriarcene. Così, l’online e il profilo Instagram hanno voltato pagina gradualmente fino ad acquisire l’identità che hanno oggi. Abbiamo mantenuto il concetto che fin dall’inizio ha contraddistinto l’e-commerce: non badare alla temporalità, non crediamo che un indumento possa avere una data di scadenza. In aggiunta a questo, abbiamo iniziato a trattare con giovanissimi designer indipendenti, studenti di moda, artisti che come noi, avevano voglia di mettersi in gioco.

@magarchivio

Perché avete scelto di puntare su brand e designer indipendenti?

Il nostro progetto si è dovuto ed ha scelto di confrontarsi fin dal principio con temi come il riciclo, la sostenibilità, la circolarità, l’unicità e la ricerca. Il nostro e-commerce vuole dare un contributo al cambiamento che riteniamo opportuno debba esserci. Selezionando piccole e medie collezioni di giovani brand, designers emergenti, studenti di moda e artisti da tutto il mondo, limitiamo gli sprechi, evitiamo lo sfruttamento della manodopera, non favoriamo il surplus della produzione di massa. Il catalogo dei nostri designer è molto ampio. Molti sono situati in Italia ed Europa, ma anche nelle Americhe, fino ad arrivare in Asia. Le loro collezioni comprendono circa una decina di pezzi fino ad un massimo di venti. Gli indumenti e gli accessori ospitati nel nostro sito sono spesso confezionati personalmente dai designer: molto spesso si tratta di capi unici realizzati con materiali di scarto e di riciclo. Inoltre, quando possibile, progettiamo insieme al designer una mini collezione esclusiva per Magarchivio.

@magarchivio

Come avviene lo scouting dei brand? Quali sono i criteri di selezione?

La ricerca avviene prevalentemente su Instagram e su piattaforme come Pinterest o simili. Ci scambiamo continuamente dm interessanti: designers, artisti, studenti italiani e stranieri. Con i nostri profili personali mandiamo un primo messaggio di introduzione, chiedendo di fornirci un indirizzo e-mail al quale mandare maggiori info riguardanti il progetto e il sale system che adottiamo. Se interessati, chiediamo di mandarci una line sheet o alcune foto così da poter fare una selezione di capi che ci piacerebbe esporre su maga. Ci capita anche di progettare insieme al brand o al designer una piccola collezione in esclusiva. Non ci sono criteri, ci piace pensare che il nostro stile personale venga trasmesso attraverso la nostra selezione, che non è semplicemente “vetrina” ma specchio di quel che siamo.

@magarchivio

Qual è stata la principale sfida quando avete deciso di lanciare il progetto?

Il tutto è nato quasi come un gioco. Abbiamo avuto forse fortuna, forse coraggio o ingenuità ad aprire Magarchivio in un periodo come quello che tutti abbiamo dovuto affrontare. L’online ci ha permesso di lanciare il progetto velocemente, ed è stato essenziale riuscire a partire virtualmente. Non abbiamo dovuto affrontare vere sfide. È sempre stato tutto molto spontaneo da parte nostra.

@magarchivio

Quali sono i vostri obiettivi e sogni futuri?

Il nostro obbiettivo è quello di crescere insieme a maga. Il sogno nel cassetto è quello di riuscire ad avere uno spazio in cui si realizzi fisicamente quello per cui abbiamo lavorato virtualmente. Uno spazio fisico ci permetterebbe di esprime al meglio quel che ci proponiamo di fare attraverso i social. Ci piacerebbe dimostrare realmente che quel che appare su maga è esattamente così come lo vedete, spontaneo e genuino. Molte cose avvereranno, ma ve le sveleremo quando tutto sarà pronto.

 

@magarchivio

Un elenco di artisti emergenti da tenere sott’occhio.

Tutti i designer presenti su magarchivio.com.

@magarchivio

- Ginestreginestre - Un progetto che nasce dall’esigenza di tornare alle origini, lontani dalle politiche del consumismo sfrenato. Per il nome, Agnese, nata a Pesaro, si è lasciata ispirare dalle trasformazioni cicliche del Monte San Bartolo, a lei caro, che ogni anno in primavera cambia volto riempendosi di ginestre gialle. Come nasce il vostro progetto?

Ginestreginestre nasce nel 2021 come piattaforma libera e di supporto per designer e brand emergenti. 

Lavorando nel settore moda a Milano, ho notato che, sempre più progetti indipendenti presenti nel panorama italiano, sono spesso destinati a morire poiché non vengono adeguatamente valorizzati. 

Quindi, essendomi sempre circondata di amici designer che iniziavano a sentire l’esigenza di comunicare al mondo i propri lavori, ho cominciato a pensare a come poter fare per far sì che avvenisse ciò. 

Così, continuando a svolgere il mio primo lavoro, ho iniziato a creare l’impronta della piattaforma, impegnandomi nel connettermi al meglio con tutti i progetti presenti all’interno di essa, pubblicizzandoli e proponendoli alla vendita tramite la community. 

@ginestreginestre

Perché avete scelto di puntare su brand e designer indipendenti?

L’obiettivo è quello di aiutarli nella loro crescita e nel loro percorso creativo. E’ un patto di fiducia reciproco, loro si fidano di noi e noi investiamo su di loro.

@ginestreginestre

Come avviene lo scouting dei brand? Quali sono i criteri di selezione?

Non possediamo dei veri e propri criteri di selezione. Ma possiamo affermare che, essendo Ginestre una piattaforma emergente, si tende a selezionare solo progetti in cui si crede molto. 

Inoltre, la ricerca materiali è per noi un fattore determinante, infatti, l’unico vincolo che lega tutti i progetti presenti all’interno dell’e-commerce è il dover essere plastic-free. Capita infatti che, se il brand non possiede già dei prodotti definitivi, si aiuta nella via della sostenibilità, lavorando insieme a lui nella scelta dei materiali. Ma non siamo assolutamente una setta chiusa, anzi!

 

@ginestreginestre

Qual è stata la principale sfida quando avete deciso di lanciare il progetto?

Mi sarebbe piaciuto che ce ne fosse stata solo una, ma in questo periodo storico in Italia, iniziare un progetto indipendente del genere è complicatissimo a livello burocratico, così come di tempistiche e spese. È una challenge per tutti noi ogni giorno.

@ginestreginestre

Quali sono i vostri obiettivi e sogni futuri?

Al momento noi lavoriamo solamente in Europa, quindi mi piacerebbe poter espandere il progetto a livello mondiale. Inoltre, mi piacerebbe realizzare dei prodotti interni di Ginestre, infatti, è una cosa su cui sto già lavorando e spero di poter mostrare al più presto.

@ginestreginestre

Un elenco di artisti emergenti da tenere sott’occhio.

Ecco un po’ di nomi da non farsi scappare: Pascal Mihr, Nicolas Guichard, Krystal Paniagua, Stinelehmann Jensen, Vertigo, Isosceles, Ke5hava.

 

@ginestreginestre
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