09 Maggio 2022

  • Moda

di Eleonora Gaspari

Paolo Zerbini

Nella Street Photography la bellezza è racchiusa all’interno dello scatto stesso. E’ un modo di essere, di vivere e di vedere. Non c’è nessuna messa in posa obbligata. Vengono immortalate espressioni ed emozioni sincere, e nei particolari comprendiamo quanto tutto sia magnificamente spontaneo.

In un mondo in cui tutto viaggia alla velocità della luce, dove niente è puro per davvero e niente è vero, diventa difficile scovare la verità e metterla a nudo. Cosa succede quando la Street Photography incontra i rigidi schemi della Moda? Lo abbiamo chiesto a Paolo Zerbini - tra le voci più interessanti nel panorama della fotografia internazionale, che grazie al suo sguardo e al suo realismo mai forzato riesce ad instaurare una forte intimità con i suoi soggetti, creando un linguaggio visivo carismatico e unico -

Paolo nasce nella provincia di Mantova, ma fin da adolescente comincia a viaggiare senza sosta. Trascorre un anno negli U.S., dove conosce la fotografia e passa molto tempo in camera oscura. Poco dopo iniziano i viaggi in Sud America e il definitivo spostamento in Inghilterra, dove tutt’ora vive e lavora. Nel 2018 nasce 'BELLISSIMO', progetto editoriale in collaborazione con Ivan Ruberto. Mantenendo un linguaggio fotografico ironico e contemporaneo, Bellissimo si avvicina a diverse realtà per descriverle in maniera scherzosa ma non banale. Il progetto cerca di portare leggerezza in una realtà spesso appesantita dalle immagini.

Come ha avuto inizio il tuo primo approccio con la fotografia?

Ho iniziato a scattare negli Stati Uniti, durante un’anno passato all’estero. L’America è poi sempre restata in maniera molto forte nel mio immaginario. Periodicamente ci ritorno per scattare qualcosa.   

La Street Photography è riconfigurare il reale. Cosa succede quando questa incontra la moda?

Quando la incontra e si piacciono può iniziare un lungo amore, e la crescita di un lavoro molto interessante. Vedi fotografi come Ryan McGinley, Vincent Van de Wijngaard, Sam Rock. Oppure può essere un disastro, qualcosa di forzato e allora è un vero problema. Non penso sia semplice ricreare il reale attorno alla moda, ma spesso le ispirazioni più forti per il nostro lavoro fotograficamente arrivano da situazioni reali, viste. Per questo lo street cast è meraviglioso, soprattutto se si ascolta la personalità di chi si trova per strada e non solo l’apparenza estetica.

- Bellissimo - progetto editoriale, interamente scattato in analogico, decisamente provocatorio. Descrivici come ha avuto inizio il progetto in collaborazione con Ivan Ruberto.

Eravamo ad Ibiza in vacanza, ed eravamo estremamente rilassati e ci siamo divertiti molto, ma abbiamo deciso che essere assieme senza scattare era tempo sprecato. Serviva a nostro avviso un progetto fresco e ironico, con un occhio al ritratto reportage e uno alla moda, allo stile. Ed ecco Bellissimo.

Il magazine o libro che ha in qualche modo segnato il tuo percorso e che rappresenta la tua fonte d’ispirazione.

Ruth on the phone di Nigel Shafran. Una poesia completa ed un atto d’amore. Vorrei poter un giorno riuscire a fare un libro cosi bello. I-D nei primi anni 2000.

Cosa pensi dell’editoria in un mercato digitale?

Che sia una bella sfida ma necessaria. Personalmente mi piace molto comprare magazines e libri tutt’oggi.

Cosa consiglieresti ai giovani che si affacciano per la prima volta al mondo della fotografia?

Osate, provate, sperimentate, divertitevi e parlate con tutti. Fotografate quello che vi è vicino, non penso serva viaggiare per trovare progetti interessanti. Non conta la macchina che usate, anche se semplice o vecchia la prima cosa è sapere come funziona quello che avete in mano. Senza pretese. Dite sempre grazie e lavatevi sempre i capelli, almeno una volta ogni due settimane. 

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09 Maggio 2022

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