20 Marzo 2022

  • Moda

di Eleonora Gaspari

Simona Flamigni

"Farsi influenzare il meno possibile dalle mode e di non scendere a compromessi, per quanto possibile" Simona Flamigni in arte Simon, si racconta attraverso le sue immagini alla ricerca di una bellezza imperfetta, irregolare e inedita.

Di cosa ti occupi e per quale motivo lo fai?

Mi occupo di fotografia e la ragione per cui lo faccio è perché non potrei fare altrimenti. Non ho mai inteso la fotografia come un semplice lavoro (anche se fortunatamente vivo di questo), ma come un mezzo per poter raccontare il mio mondo.

LEVANTE @simon171

Come ha avuto inizio il tuo primo approccio con la fotografia?

Ho sempre voluto fare la fotografa e per il mio quinto compleanno mi sono fatta regalare la mia prima macchina fotografica.

MIRIAM LEONE @simon171

Il magazine o libro che ha in qualche modo segnato il tuo percorso e che rappresenta la tua fonte d’ispirazione.

Sicuramente i-D di Terry Jones, The Face e Vogue Italia della fine degli anni 90.
Libri: The Americans di Robert Frank, Marpessa di Ferdinando Scianna e Sex di Steven Meisel.

ANTONIO FOLLETTO FUCKING YOUNG @simon171

Qual è il tuo rapporto con i social?

L’unico social che utilizzo è Instagram ed è principalmente un mio portfolio. Ultimamente molti contatti di lavoro mi sono arrivati tramite questo canale quindi cerco di tenerlo aggiornato.
A mia volta utilizzo IG per tenermi aggiornata seguendo riviste, stylist ed altri fotografi.

EMMA MARRONE DREPUBBLICA @simon171

Cosa pensi dell’editoria in un mercato digitale?

Credo che l’editoria debba fare i conti con il mercato digitale e soprattutto quella italiana debba imparare da quella anglosassone, in cui una è il completamento dell’altra. Continuando a pensare che il digitale farà morire l’editoria non si fa altro che avvicinare sempre più il momento della “dipartita” della carta stampata.
Il digitale ci permette di avere in tempo quasi reale delle pubblicazioni che sulla carta stampata necessitano di tempi tecnici più lunghi, al contrario la stampa potrebbe essere utilizzata per delle edizioni speciali.
Bisogna iniziare a considerarli come mercati differenti e come tali vanno anche trattati sia graficamente che ergonomicamente in modo diverso, così da integrarsi.
Raramente succede.

Cinema Italia, un progetto che ha coinvolto diverse personalità. Raccontaci come è nata l'idea.

Cinema Italia è stato la realizzazione di un mio piccolo sogno. L’ispirazione è stato un numero di W con un portfolio dedicato ai candidati agli Oscar realizzato di Juergen Teller.
Ho deciso quindi di raccontare il cinema italiano di ieri e di oggi attraverso una galleria di ritratti (107) tutti, o quasi, scattati in stanze di hotel (una mia passione da sempre). Ovviamente non è esaustivo!

Fondamentale è stata la collaborazione di Simona Pavan che si è occupata di tutta la parte produttiva e di ricerca location e di Amelianna Loiacono che grazie al suo meraviglioso archivio vintage si è dedicata allo styling. Era necessario che gli abiti non si connotassero con una stagione specifica (intesa come collezione autunno inverno o primavera estate di tale anno) così da rendere il progetto per quanto possibile senza tempo.

Pierfrancesco Favino @simon171

Una personalità del passato che avresti desiderato scattare.

Anna Magnani e Andy Warhol.

Che consiglio ti sentiresti di dare ad un giovane fotografo?

Di trovare un proprio modo di fotografare, di farsi influenzare il meno possibile dalle mode e di non scendere a compromessi (intesa come integrità fotografica), per quanto possibile.

 

Laura Schoenmakers per DREPUBBLICA
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20 Marzo 2022

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