
Il filo rosso è la carta—riviste, zines e libri—che ha il potere quasi magico di unire menti affini e stimolare nuove idee. I social media, pur avendo un ruolo nel connettere le persone, spesso riducono l’interazione culturale a simulazioni virtuali fatte di “mi piace” e commenti. Sono solo una simulazione della realtà, una distrazione virtuale dal vero coinvolgimento culturale. Per questo motivo Offline nasce come uno spazio libero e di condivisione, e dal 15 Febbraio lancia ZINEground, un format di eventi pensato per celebrare progetti editoriali e moda indipendenti.

L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Eleonora Gaspari, creative director di PALAZZO, e Stefano Lemon, fotografo e curatore esperto in DIY culture. All’interno dell’evento troveremo una selezione ampia di zines provenienti dall’Italia fino agli Stati Uniti, brand sostenibili e realtà indipendenti locali legate al mondo dell’arte e della musica come Galleria Varsi e Rhizome

E.G —
Offline nasce da un bisogno concreto, quello di offrire uno spazio dove poter far ricerca e dove approfondire tematiche legate all’editoria indipendente e alla cultura underground. Offline è quindi un contemporary shop, suddiviso in bookshop e pop-up, in cui trovare un’ampia selezione di magazine indipendenti dalla fotografia alla moda, per poi muoversi su una ricerca più dettagliata, che includa rare books, zines e vinili.

Lo spazio nasce adiacente a Palazzo, la nostra sede principale e il nostro primo progetto, un creative space e accelerator in cui svolgiamo quotidianamente diverse attività tra corsi, masterclass ed eventi. Offline è quindi un contenitore di possibilità, in grado di accoglie progetti e realtà creative, pronte a raccontare la propria identità al di fuori delle convenzioni mainstream.

S.L —
E’ quel sottobosco di autoproduzioni che si distingue dalle produzioni mainstream. E’ quell’insieme di corpi e menti che costituisce una collettività particolare e distinta. Zine Culture non ha quindi come obiettivo l’aspetto finanziario ma bensì la libertà creativa creando una comunità attorno ad essa. Il problema è quando il mainstream si appropria di questo aspetto culturale, fiuta l’entrata economica e di conseguenza affossa il credo originale scimmiottandone i valori.


S.L —
Ho cercato di includere lavori e artisti che mi hanno influenzato negli ultimi anni vissuti tra l’Italia e gli Stati Uniti… parliamo di Sean Maung, Cheryl Dunn, Joseph Rovegno, Cafè Royal Books, The Photocopy Club, Innen Books con i lavori di Raymond Pettibon, Dash Snow, Luca Benini e Cali Dewitt.
In aggiunta a questa selezione ho voluto dare voce anche alle produzioni italiane di tutto rispetto come Mbe Series, Enrico Cerovac, Matteo Verzini, Gabriele Stabile e Maledetto Cane. In entrambi i casi era opportuno dare una panoramica su i diversi approcci nella produzione di fanzine.
E’ un mondo piuttosto semplice ma più ampio e radicato di quanto sembri. Amplierò sicuramente la selezione in futuro. Ho tanti nomi che vorrei coinvolgere.

E.G —
La Moda è un tema centrale del nostro progetto. E’ sempre stato lo specchio della società in cui viviamo, un mezzo di comunicazione in grado di creare connessioni. Analizzando i fenomeni sociali e culturali, vediamo la Moda come un contenitore di storie e messaggi. Le sottoculture e le controculture sono emerse come reazione al mainstream e alla limitazione della libertà, dando vita a realtà alternative. Purtroppo con i nuovi media, e la comunicazione digitale questo fenomeno si è perso. Il nostro obiettivo è promuovere brand e progetti che comprendono le esigenze attuali proponendo delle soluzioni sostenibili, come l’upcycling, che afferma la propria unicità in modo consapevole e creativo.

S.L —
Drop One – Take One nasce principalmente per dare la possibilità di un libero scambio di Zines. Una sorta di catalizzatore. Ne lasci una e ne prendi una. Semplice. Il tuo lavoro circola liberamente a costo zero e non sai in quali mani capita. Ne perdi le tracce.
Può finire nelle mani di qualche curatore come finire a essere carta filtro… ma forse è proprio questo il bello della Zine stessa.

E.G —
Dobbiamo sostenerli perché sono il motore della diversificazione culturale, promotori di idee fresche e di tematiche che spesso restano ai margini. Sostenere l’editoria indipendente vuol dire difendere la pluralità di pensiero e la libertà di espressione. In un mondo dominato dalle grandi industrie e da sistemi rigidamente controllati, è essenziale investire in realtà che mettono al centro autenticità e qualità.

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