15 Settembre 2025

  • Editoria
  • Moda

di Samantha Salata

Self Service magazine

L’importanza del rimanere ossessionati

Lanciato a Parigi nel 1994, Self-Service è un magazine semestrale fondato da Ezra Petronio e Susanne Koller, entrambi anche fondatori dell’agenzia multidisciplinare  Work In Progress (oggi Petronio Associates) che all’epoca già contava collaborazioni con importanti clienti quali Rei Kawakubo, Comme des Garçons, Chloé, Phoebe Philo e Miuccia Prada.  

Il magazine nasce come l’espressione creativa dell’agenzia trovandosi quindi libero dalle pressioni economiche. Ispirato infatti da magazines come The Face, Dazed, I-D e Purple, Self-Service viene concepito come una piattaforma per dare supporto alla nuova generazione di creativi, tra i quali Nicolas Ghesquière, Victor and Rolf, Hedi Slimane, Inez and Vinoodh, che ai tempi riscontravano difficoltà ad esprimere la loro voce. Era questa una conseguenza del clima culturale conservatore di cui soffriva la Francia in quegli anni e che attraversava anche i campi della fotografia, della moda e del design. Le avanguardie tendevano a non essere riconosciute dalle istituzioni e c’erano pochissime connessioni tra i differenti campi creativi.

Con la sua prima issue pubblicata nel 1995, Self-Service diventa quindi – come riportato dal suo stesso fondatore – un medium creativo che supporta e promuove i talenti emergenti. Il magazine è per questi artisti un orizzonte in cui poter sperimentare nella moda, nel design e nel visual storytelling.

ISSUE N°01 – FW 1995 | Hélène Fillières photographed by Mark Borthwic

Alla domanda su quali sono gli artisti che lo ispirano maggiormente, Petronio risponde che sono coloro che seguono l’istinto, che apprezzano il dialogo e l’incontro, fondamentali per poter uscire dalla comfort zone e intraprendere nuove sfide. Il dare valore all’intero processo creativo e non solo al risultato finale è quindi l’ingrediente base che ha permesso a Self- Service di regalarci immagini che suscitano narrazioni ed emozioni senza tempo. 

ISSUE N°14 – SS 2001 | Delphine Balfort photographed by Anuschka Blommers & Niels Schumm

Se nell’epoca analogica, momento di nascita del magazine, il processo creativo seguiva un passo più lento, oggi nell’epoca dell’iperproduttività e dell’autocompiacimento non si può affermare lo stesso. La forza del magazine è rimasta però quella del saper abbracciare la contemporaneità, non lasciandosi intimidire dalla nuova tecnologia. L’Issue n.34 – Ipad Edition oppure l’ Issue n.53 – The Film pubblicato durante la pandemia Covid-19 ne sono la dimostrazione

ISSUE N°48 – SS 2018 | Cara Taylor photographed by Zoë Ghertner

Tutt’ora il magazine è un punto d’incontro per talenti emergenti e non, uno spazio in cui si è incoraggiati a mettersi alla prova, ad esplorare, anche a costo di commettere errori. Non sono questi tempi facili per l’industria creativa ma – come afferma Petronio- questo non è da prendere come scusa. Oggi, in cui tutto si crea e si consuma ad un ritmo veloce, il vero lusso diventa quello del sapersi ritagliare più tempo per esplorare sé stessi e trovare la giusta ispirazione. 

Dopo 31 anni di attività, Self-Service continua ad evolvere e a far sognare i suoi lettori, ricordandoci ancora l’importanza del «restare ossessionati dal desiderio di essere dirompenti e di impegnarsi sempre a fondo con lo stesso livello di competenza ed eccellenza, indipendentemente dalla natura del progetto che affrontiamo»

ISSUE N°59 – FW 2023 | Karolina Spakowski photographed by Ezra Petronio
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